Narrare la scienza

Come promuovere la cultura scientifica e divulgare la conoscenza? Com’è articolata l’attuale narrazione della scienza e della ricerca in Italia?

Per rispondere a queste domande sono partita, ancora una volta, dall’esplorazione dei dati: 12.000 tweet in lingua italiana, contenenti la parola chiave “scienza”, prodotti nel periodo tra il 6 il 15 novembre 2021.

L’analisi multivariata di clusterizzazione dei tweet (basata sulla co-occorrenza delle parole) ha evidenziato tre mondi lessicali e semantici.

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SCIENZA – il cluster dei tweet sul mondo scientifico composto di parole come: scienziato, ricerca, medicina, fisica, matematica, cultura, arte, tecnologia… Interessanti i verbi: basare, studiare, diventare, leggere, esistere. Spiegare il mondo e conoscere l’umano. Centrale e caratterizzante la parola dubbio, quale elemento intrinseco della scienza; una conoscenza che evolve nel tempo e non è dogmatica.

NEWS – il cluster delle notizie, delle novità sui vaccini, la terza dose, il Covid, la pandemia, ma anche l’eclissi lunare, l’asteroide, le cronache di scienza, il video di Peter Doshi. Qui i verbi cambiano in: svelare, parlare, arrivare, proteggere. Centrali le parole legate al presente: oggi, mese, novembre.

VIROLOGI IN TV – il cluster della narrazione in TV per controbattere al fenomeno NOVAX con Bassetti, Burioni, Pregliasco, ma anche l’appello alla firma della petizione on line “Trieste è scienza, lavoro, cultura e responsabilità”. Molto significativi i verbi: credere, capire, usare. Centrale la parola ignorante, ossia “mancante di conoscenza”.

Nella mappa semantica emersa dall’analisi dei tweet, il polo della conoscenza scientifica si contrappone a quello dei media. Se da una parte c’è il “logos” con la logica, il ragionamento, le evidenze della Scienza; dall’altra c’è il “pathos” con l’emozione, le credenze, l’empatia e il simpatizzare con il pubblico delle News e dei Virologi in TV. Ciò che sembra mancare (il vuoto nella parte alta della mappa) è la credibilità dell’”ethos”, quella competenza a narrare la scienza attraverso una relazione orizzontale di fiducia e di rispetto reciproco.

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Competenza a instaurare un dialogo sul significato della ricerca scientifica e a trasmettere la passione di quegli scienziati e di quei ricercatori che dedicano la propria vita a portare qualcosa di nuovo e di utile nel mondo, contro il virus del sospetto.

Formare una nuova narrazione della scienza e della ricerca: dando nuova forma alla disseminazione e formando gli scienziati e i ricercatori alla comunicazione e alla relazione.

 

Ho presentato i risultati di questa analisi in occasione della Conferenza “Scienza e Cultura” organizzata da Human Technopole e Associazione Civita.