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Uomini e macchine

“L’autunno a noi

promette primavera

a voi l’inverno.”

“Succederà. Col tempo, coi miglioramenti… vi supereremo… vi sopravviveremo… pur volendovi bene.” 

 

Recuperare la perfezione e l’immortalità attraverso la creazione di macchine come noi? 

È intorno a questa fantasia “onnipotente” che il XXI secolo si interroga. Macchine intelligenti costruite a nostra immagine, come Adam nel romanzo di Ian McEwan o come il robot umanoide realizzato dal giapponese Hiroshi Ishiguro. Macchine che pensano, si innamorano, prendono decisioni, interpretano principi morali. 

Macchine che però, nel romanzo di Ian McEwan, rimangono senza speranza nello scoprire quanto il nostro mondo sia imperfetto, nel sentire la bufera di contraddizioni in cui viviamo, le ineguaglianze, le ingiustizie, le menzogne. E, sopraffatti dal male di vivere, si suicidano. 

Intanto Charlie torna alla vita nella sua casa piena di guai.

 

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